Federico Zuccato, giovanotto di belle speranze,si trasferì da Thiene a Caltrano, sul finire del 1867.
Aveva acquistato il più antico edificio del paese e nel 1868 vi aprì un piccolo negozio di generi alimentari.
Nel 1884 si unì a Federico il fratello Rinaldo: l'attività dei due prese così il nome di "Fratelli Zuccato".
Nel negozio, unico nel suo genere a Caltrano, si poteva trovare ogni tipo di specialità, dal pane ai formaggi, dall'olio al pesce salato.
Annessi al negozio c'erano il panificio, la salsamenteria,
la torrefazione del caffè e il pastificio "Uso Napoli" (la cui pasta, tirata col torchio e fatta seccare, era conservabile per lungo tempo).
Questi prodotti, considerati di lusso per l'epoca, erano destinati per la maggior parte ai mercati dell'Altopiano di Asiago.
Conoscendo la tradizione asiaghese, Federico Zuccato decise di ampliare l'offerta della sua bottega introducendo anche i crauti, che acquistava inizialmente da un carrettiere. Questo nuovo prodotto entrò un po' alla volta nei gusti della clientela locale e, nel 1898, i due fratelli
decisero di cominciare a produrli in proprio.
Così ha inizio una produzione che dura da più di cent'anni ed è diventata, grazie all'impegno di più generazioni, una tradizione sia di una famiglia che di un luogo: l'Alto Vicentino.
La prima idea fu quella di vendere i crauti nel loro negozio, ma già nel primo anno la produzione fu così abbondante che Federico e Rinaldo si videro costretti ad offrire le eccedenze ai negozianti dei paesi vicini.
Il caso volle che proprio quell'anno il maltempo avesse rovinato gli orti: i crauti, che resistevano per più mesi nelle loro conserva, divennero ben presto le uniche verdure disponibili. Forti di questa esperienza positiva Federico e Rinaldo decisero di iniziare a produrli non solo per il
loro negozio.
I crauti sarebbero ben presto diventati il prodotto principale dell'azienda,
che li produceva in casa, utilizzando la manodopera locale. L'attività si allargò progressivamente e quando la gestione di produzione e vendita divenne troppo onerosa, i fratelli si divisero compiti e attività.
A partire dal 1910 Rinaldo si dedicò alla salsamenteria, alla torrefazione del caffè e al negozio, mentre il fratello maggiore assunse la direzione del pastificio e della produzione dei crauti.
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, la produzione venne interrotta e rimase bloccata per più di due anni. Quando l'attività riprese, a Federico, mancato nel 1917, si sostituirono i suoi quattro figli: Carlo, Giustiniano, Battista e Rinaldo. Lentamente, con la ripresa del mercato interno, la ditta si risollevò fino a raggiungere una certa prosperità negli anni Venti, vendendo i prodotti soprattutto nel Friuli e nella Venezia-Giulia, ma anche in Istria e Dalmazia.
Negli anni Trenta, i fratelli Zuccato si impegnarono ad espandere la produzione, rientrando tra le prime aziende attrezzate con macchine a motore. Si capì tempestivamente verso quale direzione si muoveva il mercato.
I crauti erano stati fino ad allora un prodotto povero, stagionale, un bene prezioso per le famiglie contadine, poiché integravano l'alimentazione
nei periodi più freddi dell'anno, quando non si trovavano verdure fresche.
Ora, però, la società stava cambiando: essa non dipendeva più solo dall'attività agricola, ma si stava aprendo all'industria e al terziario, era insomma una società sempre meno contadina e sempre più cittadina.
Giustiniano, Battista e Rinaldo intuirono che bisognava puntare su fasce più ampie di consumatori, presentando i crauti non più come alimento essenziale di una società rurale, ma come un cibo gustoso e nutritivo per tutto l'anno e destinato a tutte le classi sociali.
A questo punto si rese necessario risolvere il problema della conservazione.
Fu ideato, allora, un processo di pastorizzazione che
permetteva ai crauti di mantenersi integri e saporiti, all'interno di barattoli di latta. Questi ultimi potevano essere agevolmente distribuiti nei negozi di tutta Italia in ogni stagione dell'anno.
Con l'avvento della Seconda Guerra Mondiale, si aprì un secondo periodo difficile per l'azienda. Federico, il giovane figlio di Giustiniano, partì volontario per la Russia e non fece mai ritorno.
Tra il 1943 e la fine del conflitto la produzione fu quasi totalmente bloccata. Gli anni del dopoguerra videro una nuova generazione
Zuccato al comando dell'attività. Antonio, figlio di Giustiniano, Remo e Romolo, figli di Battista, insieme riuscirono a far ripartire il commercio. Nel '48 si conquistò il mercato del Trentino Alto-Adige, vincendo la concorrenza delle diciassette fabbriche locali di crauti.
Negli anni Cinquanta l'azienda puntò a sviluppare, con sistemi pionieristici, la tecnologia di produzione e conservazione.
La famiglia Zuccato seppe adattarsi in modo efficiente
al processo di modernizzazione dell'Italia che culminò con il boom economico degli anni Sessanta: si investì in attrezzature e tecnologie, si ingrandì lo stabilimento, la rete commerciale e la gamma di prodotti.
Nel '61 venne costruito un nuovo capannone con 32 vasche di cemento, necessarie per il contenimento e la fermentazione dei cavoli, da 110 quintali l'una; due anni dopo si aggiunsero due capannoni con 32 silos capaci di contenere ciascuno 350 quintali di crauti.
Nel '68 fu aggiunta una una terza struttura contenente 16 silos da 900 quintali ciascuno.
Nuove macchine portarono ad automatizzare ancora di più i processi di produzione e si studiarono nuove linee di prodotti che avrebbero esteso l'utilizzo dei macchinari a tutto l'arco dell'anno. Si decise di produrre i cetrioli agrodolci e, successivamente, i sottaceti tradizionali.
A metà degli anni Ottanta entra in azienda una nuova generazione di famiglia: le nuove leve sono Luca, Federico e Battista. Successivamente, a partire dagli anni Novanta, si aggiungono a loro Marco, Andrea e Niccolò.
Oggi l'azienda trasforma 10.000 tonnellate di verdura annue e la produzione avviene utilizzando sistemi di lavorazione e controllo tecnologicamente avanzati e in gran parte automatizzati. Si dispone inoltre di più linee di confezionamento, autonome l'una dall'altra: accanto alle linee tradizionali di crauti e di cetrioli, si è aggiunta quella per i sottaceti, le olive, i sottolio e le specialità.
Tutti questi prodotti si stanno imponendo nel mercato grazie
alla loro eccellente qualità.

Federico Zuccato in una foto degli anni Trenta
L'Ape per la distribuzione a Trieste nel 1953.
Vecchia locandina pubblicitaria.

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